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STORIA DELLA CAPOEIRA

La Capoeira è un’arte marziale afro-brasiliana che nella sua complessità incorpora elementi di sport, lotta, acrobatica, danza, espressione corporea, improvvisazione, ritmo, gioco, folclore, arte, poesia, musica, canto, comunicazione non verbale, rito. 
Già designata nel 1953 dal Presidente Getulio Vargas come lotta nazionale, la RODA DE CAPOEIRA è stata riconosciuta il 15 luglio 2008 dall'IPHAN (Instituto do Patrimônio Histórico e Artístico Nacional) del Ministério da Cultura del Governo Brasiliano come "Bem Cultural de natureza Imaterial no Livro das Formas de Expressão" (Bene Culturale di natura Immateriale nel Libro delle Forme di Espressione). 
Ormai presente in più di 160 paesi del mondo e con milioni di praticanti, ha visto la nascita nel 1974 della prima Federazione di Capoeira in Brasile, nel 1992 della Confederazione Brasiliana di Capoeira (CBC) e nel 1999 della Federazione Internazionale di Capoeira (FICA). 
In Italia la Capoeira è presente dal 1982 e la sua grande diffusione ha portato alla creazione, nel 2004 di una propria federazione nazionale la: Federazione Italiana Capoeira (F.I.CAP.) www.capoeira.it

La prima citazione del termine “Capoeira” nella lingua portoghese appare nel 1577 nell’opera di Padre Fernão Carim “Do clima e da Terra do Brasil”. La parola “Capoeira” deriva dalla lingua Tupi-Guaranì caá-puêra usata per indicare un tipo di vegetazione secondaria che cresce in sostituzione della foresta abbattuta. Solo due secoli dopo, nel 1770, il termine viene ad assumere l’accezione di “Lotta” o “Lottatore” per indicare il “più antico capoeira di Rio de Janeiro”: il tenente João Moreira conosciuto anche come “Amontinado”. Il termine passa da qui in poi a indicare una forma di lotta associata a forme e strategie di resistenza e sopravvivenza della popolazione schiava africana e meticcia.

Nel 1808 Don João VI e la sua corte si trasferisce dal Portogallo in Brasile a Rio de Janeiro. L’anno seguente per aumentare la sicurezza della Corte e della città viene creata la Guarda Real de Polícia il cui comandante era il Maggiore Miguel Nunes Vidigal temibileCapoeirista, che si trasformò nel persecutore e torturatore dei Capoeiristas della capitale. A partire dal 1821 in Brasile cominciano ad essere emanate leggi contro la pratica della Capoeira.

Dal 1865 al 1870 l’Impero del Brasile è in Guerra con il Paraguai: un grande numero di Capoeiristas vengono reclutati in battaglioni specifici, il più famoso dei quali fu il Batalhão dos Zuavos. Con la Guerra del Paraguai la Capoeira si trasforma da “Lotta” in “Arte Marziale”. A seguito della vittoria, i Capoeiristas acquisiscono uno status sociale differente e il movimento abolizionista ha un’arma in più da usare nella lotta contro la Monarchia schiavista. A partire dal 1871 finalmente vengono emanate le prime leggi anti-schiaviste: la legge “Lei do Ventre Livre” e 15 anni dopo, nel 1885, la legge “Lei dos Sexagenários”.

Intanto in Brasile, come in Europa, i monarchisti e i repubblicani sono in conflitto per il potere. Per inasprire lo scontro e la pressione a livello sociale a Rio de Janeiro, ancora Capitale dell’Impero, vengono assoldate da ciascuna corrente politica delle Maltas (Bande) formate da Capoeiristas per agire dando vita a disordini e violenze: i Nagoas monarchisti e i Guaiamus repubblicani.
Il 13 di Maggio del 1888 la Principessa Isabel, a causa dell’ ormai insostenibile pressione del movimento anti-schiavista, firma l’abolizione della schiavitù con la famosa “Lei Áurea”: il Brasile è l’ultimo paese ad abolire la schiavitù dopo la Francia (1833), la Gran Bretagna (1848), gli Stati Uniti (1865) e Cuba (1886).

Il governo repubblicano nel 1890 emana il Código Penal da Républica dos Estados Unidos do Brasil in cui un intero capitolo, il Capitolo XIII “Dos Vadios e Capoeiras” (Dei Vagabondi e Capoeiristi) è dedicato ad un determinato tipo di pratica della Capoeira, quella praticata nelle strade e piazze pubbliche.

L’affermazione che la Capoeria sia un fenomeno appartenente alla popolazione negra è confutata dai dati acquisiti con la caccia all’uomo scatenata dalla Repubblica con legislazione emanata ed eseguita da Sampaio Ferraz, capo della Polizia e Capoeirsta lui stesso. Dei 110Capoeristas presi le percentuali di bianchi (33%), neri (30%),  altre etnie (37.3%) sono pressoché uguali. 

La nuova legislazione porta anche alla prima crisi del nuovo governo repubblicano, a causa dell’incarcerazione del Capoeirista José Elisio dos Reis (Juca Reis) figlio del Conte di Matosinhos amico intimo del Ministro delle Relazioni Pubbliche che minaccia le proprie dimissioni. Il fatto rende evidente che la Capoeira oltre ad essere presente negli strati sociali più poveri, nella polizia e nell’esercito, è ormai diffusa anche negli strati più alti della società.

A partire dall’inizio del XX secolo inizia il processo di istituzionalizzazione, metodizzazione e organizzazione della Capoeira, queste alcune delle date più importanti: 
- 1907 viene pubblicata la prima opera anonima “O Guia do Capoeira ou Gymnaástica Nacional”;
- 1928 Annibal Burlamaqui (Zuma) edita “Gymnastica Nacional (Capoeiragem) Methodizada e Regrada”;
- 1930 la Capoeira viene introdotta come “Luta Brasileira” (Lotta Brasiliana) nella Federazione Baiana di Pugilismo; 
- 1931 Agenor Sampaio (Sinhozinho) apre il suo Club a Rio de Janeiro;
- 1937 Manuel dos Reis Machado (Mestre Bimba) crea il “Centro de Cultura Física e Luta Regional”; 
- 1941, grazie al Presidente Getúlio Vargas la Capoeira, come lotta, passa a integrarsi nella Confederazione Brasiliana di Pugilismo 
          attraverso il Dipartimento Nazionale di Lotta Brasiliana;
- 1945 il Prof. Inezil Penna Marinho pubblica “Subsídios para o Estudo da Metodologia do Treinamento da Capoeira”;   
- 1952 Vincente Ferriera Pastinha (Mestre Pastinha) apre il “Centro Esportivo Capoeira Angola”; 
- 1953 il CND (Consiglio Nazionale dello Sport) inquadra la Capoeira come “Arte Marziale”;
- 1961 il Prof. Dr. Lamartine Pereira da Costa, pubblicando “Capoeiragem: a arte da defesa pessoal brasileira”, stimola il sorgere dei primi           studi e ricerche sulla Capoeira nelle Università; 
- 1972 la creazione del primo Regolamento Tecnico della Capoeira e della prima forma di graduazione da parte di Mestre Mendonça fa sì           che la Capoeira sia riconosciuta come “Sport” da parte del Ministero dell’Educazione e della Cultura;
- 1974 nasce la prima Federazione, la Federazione Paulista di Capoeira
- 1992 si ha la creazione della Confederazione Brasiliana di Capoeira
- 1993 l’organizzazione del primo Congresso Tecnico Nazionale e l’elaborazione del primo Regolamento Sportivo di Capoeira, la creazione           di nuove figure professionali come gli Arbitri, Tecnici, Istruttori, Preparatori Fisici, Massaggiatori, Ritmisti e Giudici; 
- 1995 il riconoscimento da parte del Comitato Olimpico Brasiliano; 
- 1996 il Primo Campionato Brasiliano
- 1998 la creazione del Consiglio Superiore dei Maestri
- 1999 la creazione della Federazione Internazionale di Capoeira (F.I.CA.) 

Attualmente la sfida mondiale è portare la Capoeira alle Olimpiadi.

CAPOEIRA IN ITALIA

Sicuramente la Capoeira come “spettacolo” si era già vista dagli anni ’70, ma il primo a cominciare un percorso di insegnamento e a creare una sezione “italiana” del suo gruppo di Capoeira, “Grupo Mangangá”, è stato Mestre Canela arrivato nel 1982 a Viterbo. Cinque anni dopo nel 1987 Mestre Baixinho si stabilisce a Milano. Nel 1990 Contra-Mestre Fumaça, del Grupo Carcará, è il primo ad insegnare a Roma al Centro Studi dell’Ambasciata del Brasile, mentre Mestre Zoi stabilisce il suo “Grupo Zumbí” nella città di Palermo. Nel 1991 Mestre Alemão arriva a Genova, Mestre Barrão insegna a Napoli e il Professor Cesinha, oggi Mestre, comincia ad insegnare Capoeira a Perugia trasferendosi poi a Roma e creando, all’epoca, il secondo gruppo di Capoeira a Roma: il “Grupo Roma de Capoeira”. Nel giugno del 1992 Mestre Paulinho raggiunge Contra-Mestre Fumaça a Roma e Mestre Tizíu costituisce il suo gruppo a Torino.
Nel 1993 Mestre Cesinha porta Pudim un allievo membro del suo gruppo a Roma. Pudim, oggi Mestre, crea il Grupo Soluna nel quale si integrano i componenti del “Grupo Roma de Capoeira” quando, a partire dal 1995, Mestre Cesinha torna in Brasile. Nello stesso anno Mestre Boca Nua si stabilisce a Firenze e l’anno dopo, il 1996, il Professor Tozinho, oggi Mestre, del Grupo Coquinho Baiano a Perugia. Nel 1999 Mestre Benvindo del Grupo Engenho organizza il suo primo incontro di Capoeira a Milano.
Il boom della Capoeira si è avuto a partire dal 2000 e oggi in Italia si contano più di 50 gruppi di Capoeira presenti su tutto il territorio nazionale.
Nel 2001 Mestre Coruja, appartenente al Grupo Mangangá di Viterbo, è il primo italiano ad essere riconosciuto dalla Federazione di Capoeira Sportiva dello Stato di Rio de Janeiro (F.C.D.R.J) come Maestro di Capoeira.
Dal 2004 in Italia è attiva la F.I.CAP. - Federazione Italiana Capoeira (Presidente Mestre Tizíu) http://www.capoeira.it/ 

Dr.ssa Mirta Alessi     


LEI n.º 2040 de 28.09.1871

LEI DO VENTRE LIVRE 

A Princesa Imperial Regente, em nome de S. M. o Imperador e Sr. D. Pedro II, faz saber a todos os cidadãos do Império que a Assembléia Geral decretou e ela sancionou a lei seguinte: 
Art. 1.º - Os filhos de mulher escrava que nascerem no Império desde a data desta lei serão considerados de condição livre. 
§ 1.º - Os ditos filhos menores ficarão em poder o sob a autoridade dos senhores de suas mães, os quais terão a obrigação de criá-los e tratá-los até a idade de oito anos completos. Chegando o filho da escrava a esta idade, o senhor da mãe terá opção, ou de receber do Estado a indenização de 600$000, ou de utilizar-se dos serviços do menor até a idade de 21 anos completos. No primeiro caso, o Govêrno receberá o menor e lhe dará destino,em conformidade da presente lei. 
§ 6.º - Cessa a prestação dos serviços dos filhos das escravas antes do prazo marcado no § 1°. se por sentença do juízo criminal reconhecer-se que os senhores das mães os maltratam, infligindo-lhes castigos excessivos.
Art. 2.º - O govêrno poderá entregar a associações, por êle autorizadas, os filhos das escravas, nascidos desde a data desta lei, que sejam cedidos ou abandonados pelos senhores delas, ou tirados do poder dêstes em virtude do Art. 1.º- § 6º. 
§ 1.º - As ditas associações terão direito aos serviços gratuitos dos menores até a idade de 21 anos completos, e poderão alugar êsses serviços, mas serão obrigadas:  
1.º A criar e tratar os mesmos menores;  
2.º A constituir para cada um dêles um pecúlio, consistente na quota que para êste fim fôr reservada nos respectivos estatutos;-  
3.º A procurar-lhes, findo o tempo de serviço, apropriada colocação. 
§ 2.º - A disposição dêste artigo é aplicável às Casas dos Expostos, e às pessoas a quem os juízes de órfãos encarregarem da educação dos ditos menores, na falta de associações ou estabelecimentos criados para tal fim. 
§ 4.º - Fica salvo ao Govêrno o direito de mandar recolher os referidos menores aos estabelecimentos públicos, transferindo-se neste caso para o Estado as obrigações que o § 1.º impõe às associações autorizadas. 
Art. 3.º - Serão anualmente libertados em cada província do Império tantos escravos quantos corresponderem à quota anualmente disponível do fundo destinado para a emancipação... 
Art. 4.º - É permitido ao escravo a formação de um pecúlio com o que lhe provier de doações, legados e heranças, e com o que, por consentimento do senhor, obtiver do seu trabalho e economias. O govêrno providenciará nos regulamentos sôbre a colocação e segurança do mesmo pecúlio. 
§ 1.º - Por morte do escravo, a metade do seu pecúlio pertencerá ao cônjuge sobrevivente, se o houver, e a outra metade se transmitirá aos seus herdeiros, na forma da lei civil. Na falta de herdeiros o pecúlio será adjudicado ao fundo de emancipação, de que trata o art. 3.º... 
§ 4.º - O escravo que pertencer a condôminos e fôr libertado por um dêstes, terá direito a sua alforria indenizando os outros senhores da quota do valor que lhes pertencer. Esta indenização poderá ser paga com serviços prestados por prazo não maior de sete anos... 
§ 7.º - Em qualquer caso de alienação ou transmissão de escravos, é proibido, sob pena de nulidade, separar os cônjuges e os filhos menores de doze anos do pai ou da mãe. 
§ 8.º - Se a divisão de bens entre herdeiros ou sócios não comportar a reunião de uma família, e nenhum dêles preferir conservá-lo sob seu domínio, mediante reposição da quota, ou parte dos outros interessados, será a mesma família vendida e o seu produto rateado... 
Art. 6.º - Serão declarados libertos: 
§ 1.º - Os escravos pertencentes à nação, dando-lhes o govêrno a ocupação que julgar conveniente. 
§ 2.º - Os escravos dados em usufruto à Coroa. 
§ 3.º - Os escravos das heranças vagas. 
§ 4.º - Os escravos abandonados por seus senhores. Se êstes os abandonarem por inválidos, serão obrigados a alimentá-los, salvo o caso de penúria, sendo os alimentos taxados pelo juiz de órfãos. 
§ 5.º - Em geral, os escravos libertados em virtude desta lei ficam durante 5 anos sob a inspeção do govêrno. Êles são obrigados a contratar seus serviços sob pena de serem constrangidos, se viverem vadios, a trabalhar nos estabelecimentos públicos. Cessará, porém, o constrangimento do trabalho, sempre que o liberto exigir contrato de serviço. 
Art. 8.º - O Govèrno mandará proceder à matrícula especial de todos os escravos existentes do Império, com declaração do nome, sexo, estado, aptidão para o trabalho e filiação de cada um, se fôr conhecida. 
§ 1.º - O prazo em que deve começar e encerrar-se a matrícula será anunciado com a maior antecedência possível por meio de editais repetidos, nos quais será inserta a disposição do parágrafo seguinte. 
§ 2.º - Os escravos que, por culpa ou omissão dos interessados não forem dados à matrícula, até um ano depois do encerramento desta, serão por êste fato considerados libertos. 
§ 4.º - Serão também matriculados em livro distinto os filhos da mulher escrava, que por esta lei ficam livres. Incorrerão os senhores omissos, por negligência, na multa de 100$000 a 200$000, repetidas tantas vêzes quantos forem os indivíduos omitidos, e por fraude nas penas do ari. 179 do código criminal. 
§ 5.º - Os párocos serão obrigados a ter livros especiais para o registro do nascimento e óbitos dos filhos de escravas, nascidos desde a data desta lei. Cada omissão sujeitará os párocos à multa de 100$000. 
Art. 9.º - O Govêrno em seus regulamentos poderá impor multas até 100$000 e penas de prisão simples até um mês. 
Art. 10º - Ficam revogadas as disposições em contrário. Manda, portanto, a tôdas as autoridades a quem o conhecimento e execução da referida lei pertencer, que a cumpram e façam cumprir e guardar tão inteiramente como nela se contém. O Secretário de Estado de Negócios da Agricultura, Comércio e Obras Públicas a faça imprimir, publicar e correr. 

Dada no Palácio do Rio de Janeiro, aos 28 de setembro de 1871, 50.º da Independência e do Império

Princesa Imperial Regente - Teodoro Machado Freire Pereira da Silva.



 


LEI Nº 3270, DE 28 DE SETEMBRO DE 1885 

LEI  DO  SEXAGENÁRIO

    Regula a extincção gradual do elemento servil.

    D. Pedro II, por Graça de Deus e Unânime Acclamação dos Povos, Imperador Constitucional e Defensor Perpetuo do Brazil: Fazemos saber a todos os Nossos subditos que a Assembléa Geral Decretou e Nós Queremos a Lei seguinte:

DA MATRICULA

Art. 1º Proceder-se-ha em todo o Imperrio a nova matricula dos escravos, com declaração do nome, nacionalidade, sexo, filiação, si fôr conhecida, occupação ou serviço em que fôr empregado, idade e valor, calculado conforme a tabella do § 3º. 
    § 1º A inscripção para a nova matricula far-se-ha á vista das relações que serviram de base á matricula especial ou averbação effectuada em virtude da Lei de 28 de Setembro de 1871, ou á vista das certidões da mesma matricula, ou da averbação, ou á vista do titulo do dominio, quando nelle estiver exarada a matricula do escravo. 
    § 2º A' idade declarada na antiga matricula se addicionará o tempo decorrido até o dia em que fôr apresentada na Repartição competente a relação para a matricula ordenada por esta Lei. 
    A matricula que fôr effectuada em contravenção ás disposições dos §§ 1º e 2º será nulla, e o Collector ou Agente fiscal que a effectuar incorrerá em uma multa de cem mil réis a tresentos mil réis, sem prejuizo de outras penas em que possa incorrer. 
    § 3º O valor a que se refere o art. 1º será declarado pelo senhor do escravo, não excedendo o Maximo regulado pela idade do matriculando, conforme a seguinte tabella:

Escravos menores de 30 annos............................................................................................

900$000

 » de 30 a 40 » .............................................................................................

800$000

 » » 40 a 50 » .............................................................................................

600$000

 » » 50 a 55 » .............................................................................................

400$000

 » » 55 a 60 » .............................................................................................

200$000

    § 4º O valor dos individuos do sexo feminino se regulará do mesmo modo, fazendo-se, porém, o abatimento de 25% sobre os preços acima estabelecidos. 
    § 5º Não serão dados á matricula os escravos de 60 annos de idade em diante; serão, porém, inscriptos em arrolamento especial para os fins dos §§ 10 a 12 do art. 3º. 
    § 6º Será de um anno o prazo concedido para a matricula, devendo ser este annunciado por editaes affixados nos logares mais publicos com antecedencia de 90 dias, e publicos pela imprensa, onde a houver. 
    § 7º Serão considerados libertos os escravos que no prazo marcado não tiverem sido dados á matricula, e esta clausula será expressa e integralmente declarada nos editaes e nos annuncios pela imprensa. 
    Serão isentos de prestação de serviços os escravos de 60 a 65 annos que não tiverem sido arrolados. 
    § 8º As pessoas a quem incumbe a obrigação de dar á matricula escravos alheios, na fórma do art. 3º do Decreto n. 4835 de 1 de Dezembro de 1871, indemnizarão aos respectivos senhores o valor do escravo que, por não ter sido matriculado no devido prazo, ficar livre. 
    Ao credor hypothecario ou pignoraticio cabe igualmente dar á matricula os escravos constituidos em garantia. 
 Os Collectores e mais Agentes fiscaes serão obrigados a dar recibo dos documentos que lhes forem entregues para a inscripção da nova matricula, e os que deixarem de effectual-a no prazo legal incorrerão nas penas do art. 154 do Codigo Criminal, ficando salvo aos senhores o direito de requerer de novo a matricula, a qual, para os effeitos legaes, vigorará como si tivesse sido effectuada no tempo designado. 
    § 9º Pela inscripção ou arrolamento de cada escravo pagar-se-ha 1$ de emolumentos, cuja importancia será destinada ao fundo de emancipação, depois de satisfeitas as despezas da matricula. 
    § 10. Logo que fôr annunciado o prazo para a matricula, ficarão relevadas as multas incorridas por inobservancia das disposições da Lei de 28 de Setembro de 1871, relativas á matricula e declarações prescriptas por ella e pelos respectivos regulamentos. 
    A quem libertar ou tiver libertado, a titulo gratuito, algum escravo, fica remittida qualquer divida á Fazenda Publica por impostos referentes ao mesmo escravo. 
    O Governo no Regulamento que expedir para execução desta Lei, marcará um só e o mesmo prazo para a apuração da matricula em todo o Imperio.

    Art. 2º O fundo de emancipação será formado: 
    I. Das taxas e rendas para elle destinadas na legislação vigente. 
    II. Da taxa de 5% addicionaes a todos os impostos geraes, excepto os de exportação. 
    Esta taxa será cobrada desde já livre de despezas de arrecadação, e annualmente inscripta no orçamento da receita apresentado á Assembléa Geral Legislativa pelo Ministro e Secretario de Estado dos Negocios da Fazenda. 
    III. De titulos da divida publica emittidos a 5%, com amortização annual de ½ %, sendo os juros e amortização pagos pela referida taxa de 5%. 
    § 1º A taxa addicional será arrecadada ainda depois da libertação de todos os escravos e até se extinguir a divida proveniente da emissão dos titulos autorizados por esta Lei. 
    § 2º O fundo de emancipação, de que trata o n. I deste artigo, continuará a ser applicado de conformidade ao disposto no art. 27 do Regulamento approvado pelo Decreto n. 5135 de 13 de Novembro de 1872. 
    § 3º O producto da taxa addicional será dividido em tres partes iguaes: 
  A 1ª parte será applicada á emancipação dos escravos de maior idade, conforme o que fôr estabelecido em regulamento do Governo. 
    A 2ª parte será applicada á libertação por metade ou menos de metade de seu valor, dos escravos de lavoura e mineração cujos senhores quizerem converter em livres os estabelecimentos mantidos por escravos. 
    A 3ª parte será destinada a subvencionar a colonização por meio do pagamento de transporte de colonos que forem effectivamente collocados em estabelecimentos agricolas de qualquer natureza. 
    § 4º Para desenvolver os recursos empregados na transformação dos estabelecimentos agricolas servidos por escravos em estabelecimentos livres e para auxiliar o desenvolvimento da colonização agricola, poderá o Governo emittir os titulos de que trata o n. 3 deste artigo. 
    Os juros e amortização desses titulos não poderão absorver mais dos dous terços do producto da taxa addicional consignada no n. 2 do mesmo artigo.

DAS ALFORRIAS E DOS LIBERTOS

    Art. 3º Os escravos inscriptos na matricula serão libertados mediante indemnização de seu valor pelo fundo de emancipação ou por qualquer outra fórma legal. 
    § 1º Do valor primitivo com que fôr matriculado o escravo se deduzirão:

No primeiro anno............................................................................................................................

2%

No segundo....................................................................................................................................

3%

No terceiro......................................................................................................................................

4%

No quarto.......................................................................................................................................

5%

No quinto........................................................................................................................................

6%

No sexto.........................................................................................................................................

7%

No setimo.......................................................................................................................................

8%

No oitavo........................................................................................................................................

9%

No nono..........................................................................................................................................

10%

No decimo......................................................................................................................................

10%

No undecimo..................................................................................................................................

12%

No decimo segundo.......................................................................................................................

12%

No decimo terceiro.........................................................................................................................

12%

  Contar-se-ha para esta deducção annual qualquer prazo decorrido, seja feita a libertação pelo fundo de emancipação ou por qualquer outra fórma legal.
    § 2º Não será libertado pelo fundo de emancipação o escravo invalido, considerado incapaz de qualquer serviço pela Junta classificadora, com recurso voluntario para o Juiz de Direito. 
    O escravo assim considerado permanecerá na companhia de seu senhor. 
    § 3º Os escravos empregados nos estabelecimentos agricolas serão libertados pelo fundo de emancipação indicado no art. 2º, § 4º, segunda parte, si seus senhores se propuzerem a substituir nos mesmos estabelecimentos o trabalho escravo pelo trabalho livre, observadas as seguintes disposições: 
    a) Libertação de todos os escravos existentes nos mesmos estabelecimentos e obrigação de não admittir outros, sob pena de serem estes declarados libertos; 
    b) Indemnização pelo Estado de metade do valor dos escravos assim libertados, em titulos de 5%, preferidos os senhores que reduzirem mais a indemnização; 
c) Usufruição dos serviços dos libertos por tempo de cinco annos. 
    § 4º Os libertos obrigados a serviço nos termos do paragrapho anterior, serão alimentados, vestidos e tratados pelos seus ex-senhores, e gozarão de uma gratificação pecuniaria por dia de serviço, que será arbitrada pelo ex-senhor com approvação do Juiz de Orphãos. 
    § 5º Esta gratificação, que constituirá peculio do liberto, será dividida em duas partes, sendo uma disponivel desde logo, e outra recolhida a uma Caixa Economia ou Collectoria, para lhe ser entregue, terminado o prazo da prestação dos serviços a que se refere o § 3º, ultima parte. 
    § 6º As libertações pelo peculio serão concedidas em vista das certidões do valor do escravo, apurado na fórma do art. 3º, § 1º, e da certidão do deposito desse valor nas estações fiscaes designadas pelo Governo. 
    Essas certidões serão passadas gratuitamente. 
    § 7º Emquanto se não encerrar a nova matricula, continuará em vigor o processo actual de avaliação dos escravos, para os diversos meios de libertação, com o limite fixado no art. 1º, § 3º. 
    § 8º São válidas as alforrias concedidas, ainda que o seu valor exceda ao da terça do outorgante e sejam ou não necessarios os herdeiros que porventura tiver. 
   § 9º E' permittida a liberalidade directa de terceiro para a alforria do escravo, uma vez que se exhiba preço deste. 
    § 10. São libertos os escravos de 60 annos de idade, completos antes e depois da data em que entrar em execução esta Lei; ficando, porém, obrigados, a titulo de indemnização pela sua alforria, a prestar serviços a seus ex-senhores pelo espaço de tres annos. 
    § 11. Os que forem maiores de 60 e menores de 65 annos, logo que completarem esta idade, não serão sujeitos aos alludidos serviços, qualquer que seja o tempo que os tenham prestado com relação ao prazo acima declarado. 
    § 12. E' permittida a remissão dos mesmos serviços, mediante o valor não excedente á metade do valor arbitrado para os escravos da classe de 55 a 60 annos de idade. 
    § 13. Todos os libertos maiores de 60 annos, preenchido o tempo de serviço de que trata o § 10, continuarão em companhia de seus ex-senhores, que serão obrigados a alimental-os, vestil-os, e tratal-os em suas molestias, usufruindo os serviços compativeis com as forças delles, salvo si preferirem obter em outra parte os meios de subsistencia, e os Juizes de Orphãos os julgarem capazes de o fazer. 
    § 14. E' domicilio obrigado por tempo de cinco annos, contados da data da libertação do liberto pelo fundo de emancipação, o municipio onde tiver sido alforriado, excepto o das capitaes. 
  § 15. O que se ausentar de seu domicilio será considerado vagabundo e apprehendido pela Policia para ser empregado em trabalhos publicos ou colonias agricolas. 
    § 16. O Juiz de Orphãos poderá permittir a mudança do liberto no caso de molestia ou por outro motivo attendivel, si o mesmo liberto tiver bom procedimento e declarar o logar para onde pretende transferir seu domicilio. 
    § 17. Qualquer liberto encontrado sem occupação será obrigado a empregar-se ou a contratar seus serviços no prazo que lhe fôr marcado pela Policia. 
    § 18. Terminado o prazo, sem que o liberto mostre ter cumprido a determinação da Policia, será por esta enviado ao Juiz de Orphãos, que o constrangerá a celebrar contrato de locação de serviços, sob pena de 15 dias de prisão com trabalho e de ser enviado para alguma colonia agricola no caso de reincidencia. 
    § 19. O domicilio do escravo é intransferivel para Provincia diversa da em que estiver matriculado ao tempo de promulgação desta Lei. 
    A mudança importará acquisição da liberdade, excepto nos seguintes casos: 
    1º Transferencia do escravo de um para outro estabelecimento do mesmo senhor. 
    2º Si o escravo tiver sido obtido por herança ou por adjudicação forçada em outra Provincia. 
    3º Mudança de domicilio do senhor. 
    4º Evasão do escravo. 
    § 20. O escravo evadido da casa do senhor ou d'onde estiver empregado não poderá, emquanto estiver ausente, ser alforriado pelo fundo de emancipação. 
    § 21. A obrigação de prestação de serviços de escravos, de que trata o § 3º deste artigo, ou como condição de liberdade, não vigorará por tempo maior do que aquelle em que a escravidão fôr considerada extincta.

DISPOSIÇÕES GERAES

  Art. 4º Nos regulamentos que expedir para execução desta Lei o Governo determinará: 
    1º Os direitos e obrigações dos libertos a que se refere o § 3º do art. 3º para com os seus ex-senhores e vice-versa. 
    2º Os direitos e obrigações dos demais libertos sujeitos á prestação de serviços e daquelles a quem esses serviços devam ser prestados. 
    3º A intervenção dos Curados geraes por parte do escravo, quando este fôr obrigado á prestação de serviços, e as attribuições dos Juizes de Direito, Juizes Municipaes e de Orphãos e Juizes de Paz nos casos de que trata a presente Lei. 
    § 1º A infracção das obrigações a que se referem os ns. 1 e 2 deste artigo será punida conforme a sua gravidade, com multa de 200$ ou prisão com trabalho até 30 dias. 
    § 2º São competentes para a imposição dessas penas os Juizes de Paz dos respectivos districtos, sendo o processo o do Decreto n. 4824 de 29 de Novembro de 1871, art. 45 e seus paragraphos. 
 § 3º O acoutamento de escravos será capitulado no art. 260 do Codigo Criminal. 
    § 4º O direito dos senhores de escravos á prestação de serviços dos ingenuos ou á indemnização em titulos de renda, na fórma do art. 1º, § 1º, da lei de 28 de Setembro de 1871, cessará com a extincção da escravidão. 
    § 5º O Governo estabelecerá em diversos pontos do Imperio ou nas Provincias fronteiras colonias agricolas, regidas com disciplina militar, para as quaes serão enviados os libertos sem occupação. 
    § 6º A occupação effectiva nos trabalhos da lavoura constituirá legitima isenção do serviço militar. 
    § 7º Nenhuma Provincia, nem mesmo as que gozarem de tarifa especial, ficará isenta do pagamento do imposto addicional de que trata o art. 2º. 
    § 8º Os regulamentos que forem expedidos pelo Governo serão logo postos em execução e sujeitos á approvação do Poder Legislativo, consolidadas todas as disposições relativas ao elemento servil constantes da Lei de 28 de Setembro de 1871 e respectivos Regulamentos que não forem revogados. 
    Art. 5º Ficam revogadas as disposições em contrario.

 Mandamos, portanto, a todas as autoridades, a quem o conhecimento e execução da referida Lei pertencer, que a cumpram, e façam cumprir e guardar tão inteiramente, como nella se contém. O Secretario de Estado dos Negocios da Agricultura, Commercio e Obras Publicas a faça imprimir, publicar e correr. Dada no Palacio do Rio de Janeiro aos 28 de Setembro de 1885, 64º da Independencia e do Imperio.

                                                Imperador com rubrica e guarda.

   Antonio a Silva Prado.

    Carta de lei, pela qual Vossa Magestade Imperial Manda executar o Decreto da Assembléa Geral, que Houve por bem Sanccionar, regulando a extincção gradual do elemento servil, como nelle se declara.

         Para Vossa Magestade Imperial Ver.

 João Capistrano do Amaral a fez.

 Chancellaria-mór do Imperio. - Joaquim Delfino Ribeiro da Luz.

    Transitou em 30 de Setembro de 1885. - Antonio José Victorino de Barros. - Registrada.

    Publicada na Secretaria de Estado dos Negocios da Agricultura, Commercio e Obras Publicas em 1 de Outubro de 1885. - Amarilio Olinda de Vasconcellos.

 


LEI  nº 3.353, de 13 de maio de 1888 

LEI ÁUREA 

Declara extinta a escravidão no Brasil


A princesa Imperial, Regente em Nome de Sua Majestade o Imperador o Senhor D. Pedro II, faz saber a todos os súditos do Império que a Assembléia Geral Decretou e Ela sancionou a Lei seguinte: 

Art. 1º É declarada extinta desde a data desta Lei a escravidão no Brasil. 

Art. 2º Revogam-se as disposições em contrário. 

Manda portanto a todas as autoridades a quem o conhecimento e execução da referida Lei pertencer, que a cumpram e façam cumprir e guardar tão inteiramente como nela se contém. 

O Secretário de Estado dos Negócios d'Agricultura, Comércio e Obras Públicas e Interino dos Negócios Estrangeiros, Bacharel Rodrigo Augusto da Silva, do Conselho de Sua Majestade o Imperador, o faça imprimir, publicar e correr.

67º do Independência e do Império. 
a) Princesa Imperial Regente 
Rodrigo A. da Silva

Carta de Lei, pela qual Vossa Alteza Imperial Manda executar o Decreto da Assembléia Geral que Houve por bem sancionar declarando extinta a escravidão no Brasil, como nela se declara. 
Para Vossa Alteza Imperial ver.

 


CÓDIGO PENAL DOS ESTADOS UNIDOS DO BRASIL
Decreto 847, de 11 de outubro de 1890

LIVRO III
DAS CONTRAVENÇÕES EM ESPECIE

Capitulo XIII — Dos vadios e capoeiras (arts. 399 a 404) 

Art. 399. Deixar de exercitar profissão, officio, ou qualquer mister em que ganhe a vida, não possuindo meios de subsistencia e domicilio certo em que habite; prover a subsistencia por meio de occupação prohibida por lei, ou manifestamente offensiva da moral e dos bons costumes:
Pena ¿ de prisão cellular por quinze a trinta dias.
§ 1º Pela mesma sentença que condemnar o infractor como vadio, ou vagabundo, será elle obrigado a assignar termo de tomar occupação dentro de 15 dias, contados do cumprimento da pena.
§ 2º Os maiores de 14 annos serão recolhidos a estabelecimentos disciplinares industriaes, onde poderão ser conservados até á idade de 21 annos.

Art. 400. Si o termo for quebrado, o que importará reincidencia, o infractor será recolhido, por um a tres annos, a colonias penaes que se fundarem em ilhas maritimas, ou nas fronteiras do territorio nacional, podendo para esse fim ser aproveitados os presidios militares existentes.
Paragrapho unico. Si o infractor for estrangeiro será deportado.

Art. 401. A pena imposta aos infractores, a que se referem os artigos precedentes, ficará extincta, si o condemnado provar superveniente acquisição de renda bastante para sua subsistencia; e suspensa, si apresentar fiador idoneo que por elle se obrigue.
Paragrapho unico. A sentença que, a requerimento do fiador, julgar quebrada a fiança, tornará effectiva a condemnação suspensa por virtude della.

Art. 402. Fazer nas ruas e praças publicas exercicios de agilidade e destreza corporal conhecidos pela denominação capoeiragem; andar em correrias, com armas ou instrumentos capazes de produzir uma lesão corporal, provocando tumultos ou desordens, ameaçando pessoa certa ou incerta, ou incutindo temor de algum mal:
Pena ¿ de prisão cellular por dous a seis mezes.
Paragrapho unico. E¿ considerado circumstancia aggravante pertencer o capoeira a alguma banda ou malta.
Aos chefes, ou cabeças, se imporá a pena em dobro.

Art. 403. No caso de reincidencia, será applicada ao capoeira, no gráo maximo, a pena do art. 400.
Paragrapho unico. Si for estrangeiro, será deportado depois de cumprida a pena.

Art. 404. Si nesses exercicios de capoeiragem perpetrar homicidio, praticar alguma lesão corporal, ultrajar o pudor publico e particular, perturbar a ordem, a tranquilidade ou segurança publica, ou for encontrado com armas, incorrerá cumulativamente nas penas comminadas para taes crimes.

 



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